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Furnari
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mwiqFùrnari (mwigFùrniri in mwiwsiciliano) è un mwjacomune italiano di mwjq4 247 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwkgcittà metropolitana di Messina in mwkwSicilia.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Leggenda
• Società
• Cultura
• Eventi
• Strade
• Ferrovie
• Economia
• Note
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Etimologia
L'origine del nome deriva dal nome della famiglia "mwlwFurnari" che deriva a sua volta dal greco "mwmaPhournares" ("mwmqfornaio"), famiglia discendente dai mwmgDe Fornari o Fornari, consoli e nobili genovesi insediatasi in mwmwSicilia nel mwna1229 a supporto della sua conquista da parte degli mwnqSvevi, e quindi sotto il dominio di mwngFederico II di Svevia all'interno di una parte del territorio del messinese, poi lavorato e conquistato, mwnwterre (di) Furnaricite-ref-5[5]mwpa.
Geografia fisica
Territorio
«Siede in un poggio verso Maestro, e mostra un'antica roccia, oggi in rovina.
»
Si estende su una superficie di 1.300 ettari, con una densità di 280 abitanti per chilometro quadrato.
Il territorio ricco di sorgenti d'acqua ferruginose e sulfuree, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate. Sorge su una zona collinare (Monte le Croci, 247 mwqgm s.l.m.), nel mwqwVal Demone, giungendo sul mwraMar Tirreno.
Confina ad est con mwrgMazzarrà Sant'Andrea, ad ovest con mwrwFalcone, a sud-est con mwsaTripi, ed a sud-ovest con mwsqTerme Vigliatore.
Il territorio comunale si divide in Furnari "collina" o "centro" e Furnari "marina". Furnari "marina", fa capo alla frazione balneare di mwswTonnarella, a mwtaPortorosa e alle contrade di Bazia, di Saiatine e di Torre Forte.
• mwtwClassificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Clima
La mwugstazione meteorologica più vicina è quella di mwuwPatti-Tindari. In base alla media trentennale di riferimento mwva1961-mwvq1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +10,2mwvg °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +24,9mwvw °Ccite-ref-6[6].
• mwxgClassificazione climatica: zona B, 874 mwxwGG
• mwyqDiffusività atmosferica: bassa
Storia
Età antica
Si ha notizia di tracce di una necropoli preistorica, con la presenza di diverse tombe, nell'area dell'attuale Contrada Grotte di Furnari.
Età classica
Si ha notizia di tracce di insediamento, di epoca classica, nell'area dell'attuale contrada "Masseria" e "Monte le Croci".
Infine, risalente all'epoca greco-classica, si ha notizie di tracce di insediamento, nell'area dell'attuale contrada "Pezza Grande" e anche di una necropoli, risalente, anch'essa, ad epoca greco-classica in contrada "Villa Arangia"..
Età romana
Si ha notizia di resti di insediamento, di epoca romana, nell'area dell'attuale contrada "Cinque Fontane"..
Inoltre, altri resti di insediamento si trovano nell'area dell'attuale contrada "Giamparedda".
Età bizantina
Si ha notizia di tracce di insediamento, di epoca bizantina, nell'area dell'attuale Contrada Pezza Grande di Furnari.
Età moderna
Verso la fine del mwbwXIV secolo, Filippo Furnari discendente da una nobile famiglia mwcagenovese, imparentato con il Principe Ottone Furnari e giunto in Sicilia nel mwcq1229, ottenne da mwcgFederico II, in cambio dei servizi a lui prestati, il titolo di mwcwbarone di un territorio dove costruì un castello, che fu ben presto attorniato da piccole case, dando così origine ad un borgo feudale che, per oltre quattro secoli, fu governato dai suoi discendenti.
Nel mwdq1691 i Furnari vendettero la terra ai Marziano, che ne conservarono il possesso fino al mwdg1819, quando il mwdwParlamento siciliano abolì i diritti feudali e Furnari iniziò la sua vita di Comune. Il titolo di Principi di Furnari fu attribuito anche a un ramo della famiglia mweaNotarbartolo, nobile famiglia palermitana.cite-ref-7[7]
Simboli
Lo stemma, adottato dal Comune all'atto della sua costituzione nel mwfw1819, è l'unico legame tra storia e leggenda e riprende il blasone della famiglia Furnari, discendente dai Fornari o De Fornari, consoli genovesi:
«
troncato
di rosso e di nero, alla fascia diminuita d'argento, caricata del motto: FIN CHE VENGA del secondo, attraversante sul tutto; nel 1° un
levriere
d'argento passante sulla divisa; nel 2° uno
scaglione
d'oro, accompagnato da tre rose dello stesso. Lo scudo è sormontato da corona ducale.»
Anche se indirettamente, esiste un'illustre testimonianza, risalente al mwgg1220, quella di mwgwLudovico Ariosto, che, nel citare nel suo mwhamwhqOrlando furioso, al canto XLI, 30, lo stemma di Furnari, tale legame rafforza:
«
Un can d'argento aver vuole Oliviero,
che giaccia, e che la lassa abbia sul dosso,
con un motto, che dica:
fin che vegna [...]
»
Poiché l'Ariosto soggiornò a lungo a mwiaGenova, patria di Filippo Furnari, non è difficile che il poeta girovago abbia visto in quella città lo stemma, sul portale di un vecchio palazzo della famiglia "Furnari".
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Leggenda
Una casupola di muri a secco, sorgeva sola in una radura del bosco, dove "Giuseppe Furnari" conduceva un'umile vita da contadino, coltivando terra nei dintorni.
Fu qui che le vie del destino di mwjqRuggero II di Sicilia, incrociarono il sentiero, che conduceva alla casupola nel bosco.
A causa di un arciere maldestro, che, per sbaglio, colpì il fedele levriero del Re, qualcuno s'accorse della casupola e ne indicò il sentiero.
Così "Biagio Furnari" li vide davanti, prese dell'acqua dal pozzo, delle bende e dell'olio; lavò la ferita e vi applicò un impasto di "niputedda" (erba curativa) e lo fasciò.
Ma il levriero, fasciato, non riusciva a reggersi in piedi; e il Re pronunciò le parole: mwkq"Io debbo assolutamente andare e il cane non può seguirmi. Te lo lascio in consegna: abbine cura, che prima o poi, verrò io stesso a prenderlo".
Il re se ne andò senza palesare chi in realtà fosse. Passarono i giorni, le settimane, i mesi, ma il Re non faceva ritorno, come se si fosse dimenticato del suo fedele amico.
Il "Furnari" medicava e nutriva il cane. Si toglieva il pane dalla bocca per darlo a lui, abbandonava la zappa fra il maggese per andare a cercarlo, non appena scappava.
Qualcuno propose al "Furnari" che glielo vendesse, ma egli arrogantemente respingeva ogni offerta: aveva promesso d'attendere il ritorno del Re, e avrebbe mantenuto l'impegno a costo di qualunque sacrificio: solo a lui avrebbe consegnato il cane.
Molti incominciarono a deriderlo: mwlg"È sempre dietro a quella bestia; rifiuta il denaro che gli offrono: attende il Messia".
E a tutti, rispondeva che avrebbe tenuto con sé il cane mwma"Finché venga".
E ci favoleggiavano sopra parlando di stregonerie, del veltro che aveva il diavolo in corpo, che compariva e scompariva fulmineo per le balze del bosco.
Allo squillar delle trombe, una schiera di cavalieri, con le insegne regali e con le croci d'oro sugli scudi lucenti, si fermò davanti alla casupola del contadino, e Ruggero, in splendide vesti, notando il cane, splendidamente guarito, scese da cavallo e con modo spontaneo si tolse la spada e, posandola sulla spalla del Furnari, pronunciò: mwmw"Giuseppe Furnari – disse - nel nome di Dio e in premio della tua fedeltà, ti creo barone di queste terre. Il tuo stemma è un cane in campo rosso con la scritta "Finché venga".
Biagio Furnari sbigottì: mwnq"Eccoti il cane" disse mwng"ho atteso il suo ritorno".
La piccola casupola coi muri a secco, divenne presto un castello baronale (sulle cui rovine fu costruita, successivamente, l'attuale "Chiesa Madre"), con lo scudo sul frontale, e nei dintorni, iniziarono a sorgere fitte case e a dividerle, delle strade.
Negli anni seguenti, nei dintorni del castello del barone, cominciarono a nascere le prime umili case dei contadini. Nel corso del tempo, nacque un villaggio, che nei secoli, divenne un bel piccolo centro collinare.
Sul gonfalone di Furnari, vi è sempre lo scudo col levriero e la scritta, a ricordo ed a simboleggiare la fedeltà dimostrata da Giuseppe Furnari.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• Chiesa di mwpgSanta Croce, nel mwpw1375 venne costruito il castello sotto la baronia di Biagio Furnari.cite-ref-8[8] All'interno del castello (dove successivamente fu costruito l'attuale campanile), c'era una piccola cappella in stile arabo dedicata a mwraSanta Caterina d'Alessandria. Verso la fine del Cinquecento nella parte del castello distrutta dai mwrqSaraceni venne costruita una chiesa più grande. I signori Furnari commissionarono una statua marmorea di mwrgSanta Caterina "di scuola gaginiana" e la posero nell'altare dove adesso si trova mwrwSanta Rita. Dal mwsa1800 non si hanno più tracce della statua; si sa solamente che venne sostituita con una pala della scuola di mwsqAntonello de Saliba raffigurante mwsgGiovanni il Battista, anche questa andata scomparsa agli inizi del Novecento. Nel mwsw1630 la famiglia Ravidà fece scolpire al celebre mwtaFrà Innocenzo da Petralia, frate francescano, un'immagine del Crocifisso, che venne posta all'altare maggiore. Un'opera di valore artistico, con caratteristiche molto importanti: i lineamenti del corpo, in una dolorosa ma composta armonia, riescono in maniera formidabile ad esternare i dolori del mwtqCristo. Caratteristica di ogni scultura di Frà Innocenzo da Pietralia, sono le tre espressioni: guardandolo dal centro vediamo l'agonia, da sinistra la morte e da destra il sorriso della risurrezione. Nel corso degli anni si era sviluppata una venerazione per quest'immagine che veniva considerata prodigiosa dai cattolici; raccontano alcuni manoscritti del tempo che i fedeli dei villaggi vicini venivano a venerare l'immagine ritenuta sacra. Si narra di un fatto accaduto il 5 agosto mwtg1652, quando vi fu un gran temporale e un fulmine entrò in chiesa attraverso la finestra posta sull'abside (ancora esistente, ma murata da allora), distrusse l'altare, fece cascare il padiglione della custodia, frantumò la croce e lasciò intatte l'immagine del crocifisso e la lampada del mwtwSantissimo Sacramento. Per molti anni l'immagine del mwuaCrocifisso venne portata in processione il 3 maggio. Nel mwuq1830 l'arciprete don Francesco Occhiuto decise di far uscire l'immagine solo il mwugVenerdì santo. Il 27 agosto mwuw1652, a pochi giorni del prodigio, venne fondata l'Arcipretura dal duca Antonio Furnari, sotto il titolo della Santa Croce. Tra le opere d'arte presenti in chiesa sono da ricordare: una statua dell'mwvaEcce Homo, opera di "Frà Innocenzo da Pietralia"; una tela di mwvqSan Francesco di Paola molto somigliante al ritratto del Santo conservato a mwvgPaola; una tela raffigurante "mwvwLa Pietà" con le Anime del mwwaPurgatorio, posizionata su un altare, dove dal mwwq1670 al mwwg1970 veniva celebrata la Santa Messa in suffragio delle anime del Purgatorio ogni primo lunedì del mese; una tela della mwwwMadonna del Rosario, opera di mwxaRosalia Novelli, in cui la mwxqVergine siede dolcemente su un roseto tenendo in braccio mwxgGesù Bambino e la mwxwCorona del rosario che dona a mwyaSan Domenico circondato da mwyqSan Tommaso d'Aquino, mwygSanta Rosalia da mwywPalermo e mwzaSant'Antonio da Padova; una statua lignea di mwzqSant'Antonio da Padova, risalente agli inizi del mwzgQuattrocento,che è la prima statua di Sant'Antonio venerata a Furnari, e sostituita con l'attuale nel mwzw1836; un organo a canne, risalente al mw0a1637 di buona fattura; ed infine una pala della mw0qMadonna del Soccorso, opera di Antonello de Saliba, ed il mw0gsimulacro della mw0wMadonna Addolorata, conservati nell'oratorio della confraternita. Ai piedi dell'altare maggiore è sepolto il celebre Arciprete Giuseppe Millemagi.
• mw1qChiesa di Gesù e Maria, risalente alla metà del mw1gXV secolo, in stile arabo originale nella forma con annesso oratorio, venne edificata in onore della mw1wVergine del Soccorso, raffigurata nella pala che ora si trova nella Chiesa Madre. L'altare è sormontato da una grande cupola originariamente coperta da tegole, insieme alla cupola del campanile, distrutta da un fulmine nel mw2a1600 e ricostruita in forma di terrazzino nel mw2q1700. In onore dell'Addolorata venne costituita una confraternita che si riuniva nell'oratorio di mw2gGesù e mw2wMaria, così chiamato per la presenza di un quadro del Settecento, raffigurante il Risorto con la mw3aVergine Maria. Da allora anche la chiesa si cominciò a chiamare "Chiesa di Gesù e Maria". Nell'Ottocento venne costruita e posta nell'oratorio la statua in cartapesta della Madonna Addolorata. Nel mw3q1910 venne trasferita la tavola della mw3gVergine del Soccorso, nel magazzino della chiesa, costruirono un altare in marmo e la statua dell'Addolorata venne posta in chiesa. I quattro altari laterali conservano quattro meravigliose tele della scuola di mw3wPolidoro da Caravaggio, risalenti alla seconda metà del Settecento. Il primo (da sinistra entrando) rappresenta la Regina martirum con Lucia, mw4aAgata e Pasquale. Il secondo rappresenta mw4qSanta Rita sostenuta da mw4gSan Michele Arcangelo, tra mw4wSant'Agostino, mw5aSan Nicola da Tolentino e mw5qSan Giovanni Battista, che secondo la pietà popolare introdussero Rita nel convento di mw5gCascia a porte chiuse. Il terzo rappresenta la mw5wVergine Immacolata tra i genitori mw6aGioacchino ed mw6qAnna. Infine, il quarto è dedicato a mw6gSan Rocco tra i santi mw6wPietro, mw7aGiovanni Nepomuceno, e un vescovo guarito dal colera; in alto la gloria della mw7qSantissima Trinità. Da ricordare ancora nell'oratorio il pavimento in mw7gMaiolica, le statue lignee di mw7wSant'Antonio Abate e mw8aGesù Bambino Redentore (quest'immagine veniva chiamata dai furnaresi mw8qu santu Sabbaturi) anticamente poste nella Chiesa del Carmine, insieme alla statua in cartapesta di mw8gSanta Lucia. La mw8wMadonna Assunta fu costruita per interessamento della confraternita dall'artista mw9aMatteo Trovato nel mw9q1928.
• mw9wChiesa della Madonna del Carmine, i mw-aCarmelitani per antica tradizione costruivano i propri conventi in alcune alture per richiamare il mw-qMonte Carmelo e nell'alta zona collinare di Furnari, per l'interessamento della "Famiglia Furnari", essi costruirono il Convento, in una zona, già consacrata al Mistero dell'Incarnazione; infatti sin dall'anno mw-g1000-mw-w1100, vi era una cappella in stile arabo con volta reale, dove si venerava una tavola raffigurante la mw-aVergine Annunziata e sembra, sia stato a Furnari il primo luogo di culto dedicato alla mw-qMadonna, che dalla collina vegliava sul piccolo centro abitato. Questa cappella, ancora esistente, si trova tra la chiesa ed il campanile. L'attuale chiesa e il convento (oggi Palazzo Municipale) vennero edificati a partire dal mw-g1547. I frati portarono a Furnari la devozione alla mw-wMadonna del Carmelo. Nel mwaqa1930 l'arciprete Genovese ottenne dallo mwaqeStato italiano l'affidamento della chiesa all'Arcipretura, ed alcune stanze annesse alla chiesa, e la Madonna del Carmelo, tornò ad essere riportata in processione per le vie del paese. L'interno conserva opere d'arte di grande interesse come: una tela sull'altare maggiore dedicata alla mwaqiMadonna e alla devozione del Carmelo, a forma di trittico, della scuola di mwaqmTommaso De Vigilia, della seconda metà del Cinquecento; un quadro della prima metà del Settecento dedicato a mwaqqSant'Alberto da Trapani, protettore della provincia carmelitana messinese, di cui faceva parte anche codesto convento. Secondo un'antica tradizione furnarese, mwaquSant'Alberto liberava le donne dal dolore delle doglie e la accompagnava fino al parto; se la partoriente era in pericolo si suonavano sette rintocchi della campana grande della chiesa del convento, soprannominata "a campana di mwaqySantu Libbertu", e la gente, riconoscendo quel suono, cominciava a pregare ovunque si trovasse per il parto in atto. Quando veniva riconosciuto l'intervento del santo, il neonato, veniva chiamato dopo il nome di battesimo, "Figghiu di Santu Libbertu" o, come riportano alcuni vecchi registri di battesimo, "Filiusi Sancte Alberti"; un quadro, anch'esso risalente alla prima metà del Settecento, dedicato alla mwaqcMadonna delle Grazie, tra mwaqgSant'Antonio Abate, mwaqkSanta Teresa d'Avila, San Spiridione e mwaqoSanta Lucia; una statua lignea della mwaqsMadonna del Carmelo dei primi dell'Ottocento. Nell'agosto mwaqw1898, sopra il vecchio pavimento della chiesa ne fu aggiunto uno nuovo a spese dei fedeli, ricoprendo le numerose bocche in pietra delle antiche fosse comuni, lasciando qualche lapide di marmo.
• Chiesa di mwaq4Sant'Antonio da Padova, nel luogo ove attualmente sorge la chiesa, intorno al mwaq81400 venne costruita una piccola cappella poi trasformata in chiesa alla fine del Cinquecento. Nella cappella si conservava una pala raffigurante il Santo, sostituita nel Cinquecento con una statua in legno d'ulivo, che ora si conserva nella Chiesa Madre. La chiesa è ad una sola navata; sull'altare maggiore troneggia una statua lignea del Santo di buona fattura, con abito francescano conventuale, elegante nei lineamenti e nel portamento. La chiesa è ricca d'affreschi, i rosoni centrali riportano i miracoli più conosciuti del Santo: la risurrezione di un morto, per attestare l'innocenza del padre accusato di omicidio; l'adorazione del mwaraSantissimo Sacramento da parte di una mula, per la conversione di un eretico, e la famosissima predica ai pesci, dove risalta lo spirito serafico: mwareFrancesco predica agli uccelli, mentre mwariAntonio predica ai pesci; gli uccelli rappresentano la gente umile, infatti nei fioretti di mwarmFrancesco gli uccelli indicati sono le rondini che vanno mendicando la luce del sole, e quindi la gente semplice e povera. mwarqAntonio dalla mwaruSicilia fino ad mwaryAssisi costeggiò l'Italia e i pesci rappresentano la gente di mare, che nella sua semplicità accoglieva le parole di Antonio. Entrando in chiesa dall'entrata principale, il primo altare a destra è dedicato a mwarcSan Filippo d'Agira. La statua lignea del santo è di buonissima fattura; rivestito delle vesti liturgiche, egli si presenta con una solenne imponenza, sguardo fisso, Vangelo nella mano sinistra e mano destra benedicente. La leggenda dice che questa statua apparteneva alla parrocchia di mwargMazzarrà Sant'Andrea,i cui abitanti durante una processione sfidarono i furnaresi oltrepassando il comune, e che questi presero il santo e lo portarono in paese, con tre salti, balli e "runculati", come fosse un trofeo di vittoria. In realtà la devozione a mwarkSan Filippo da parte dei furnaresi è antica; la statua fu commissionata da un certo Antonino Corrado nell'anno mwaro1663 e posta nell'altare già esistente dove si venerava una tela del santo oggi perduta.
Architetture civili
• Palazzo Federico II, è l'attuale sede del Municipio. Fu costruito sui resti del giardino dell'adiacente Convento dei mwar4Frati Carmelitani, intorno al 1800.
• Torre Pagana, è l'unica struttura che costituisce i resti dell'antico castello, costruito nel mwasaXIII secolo dalla famiglia "Furnari". Essa è una piccola torre costruita in pietrame che serviva come luogo di punizione dei malviventi. Attualmente la torre si trova in condizioni precarie.
• Teatro Comunale, venne edificato nel mwasiXVII secolo dai "Principi Mariziani", che trasformarono in teatro uno spazioso magazzino attiguo al loro palazzo. Ampliato ed abbellito nel mwasmXVIII secolo, il teatro ha una capienza di 500 posti, con due file di palchi in legno, loggione, platea ed ampio palcoscenico.
• Palazzo Marziani, era la dimora della famiglia dei "Principi Marziani", famiglia dell'aristocrazia siciliana. I "Principi Marziani" hanno contribuito molto per Furnari, poiché hanno costruito ed ampliato gran parte del paese. Fu edificato all'inizio del mwasuXVIII secolo. All'interno si trova un grande e maestoso affresco in mosaico. Successivamente venne adibito a Caserma dei Carabinieri e a Scuola Elementare.
• Villa Arangia, ha sede nell'omonima contrada nella periferia di Furnari; ed è stata edificata intorno al 1860 come dimora estiva da Antonino Donato, erede del Barone Saverio Donato Di Migliardo ed ancora oggi è proprietà dei suoi eredi.
Altre architetture
• Fontana vecchia, si trova in Piazza Orti; era anticamente chiamata "Margarita" e costituiva l'unica fontana pubblica a Furnari. La sorgente si trova nel quartiere S. Caterina. Ancora oggi, quando viene interrotta la fornitura di acqua potabile nelle abitazioni per causa di guasti, i cittadini arrivano da tutto il paese e da fuori paese per rifornirsi di acqua dall'antica fontana, che in continuazione eroga acqua fresca.
• Monumento ai Caduti, fu costruito originariamente subito dopo la mwassprima guerra mondiale per ricordare i caduti di Furnari per la Patria; successivamente nel mwasw1989 la base è stata ricostruita in marmo, con la scritta di tutti i nomi dei caduti della prima e della mwas0seconda guerra mondiale, e, alla sommità, il busto in gesso di un eroe.
• Monumento al Cane, fu costruito nel mwas81990, per volontà dell'Amministrazione Comunale dell'epoca, in Piazza Marconi, la piazza principale del paese. Il monumento, in pregiato marmo, riproduce lo stemma del Comune, rappresentato precisamente da un levriero d'argento in campo rosso e dentro una fascia con il motto "Finché venga"; sotto in campo nero due sbarre congiunte in alto con tre rose.
• Monumento al Pescatore, rappresenta le origini marinare della frazione di mwateTonnarella; è situato in Piazza del Pescatore, la piazza principale della frazione di Tonnarella.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Cultura
Eventi
• 13 giugno: Festa patronale di mwauwSant'Antonio di Padova;
• Seconda domenica di agosto: Festa patronale, nella frazione di Tonnarella, di Santa Maria di Trapani
• 8 settembre: Festa della mwau8Madonna Addolorata;
Geografia antropica
Suddivisioni storiche
Acqua Santa, Bazia, Bozzo, Camarda, Canaloro Zurà, Canonica, Carrubbe, Celi, Chianiddaro, Chiodo, Chiusa, Cinque Fontane, Ciurani, Colle, Commissaria, Condurso, Convento, Crocette, Cubi, Cucciaredda, Curriotta, Currii, Curtigghiu, Cutrignolo, Dromo, Feliciotto,Firriato, Frassini, Gagliardo, Garone, Giamparedda, Giuliano, Grangiotta, Grotte, Jtàna, Laccu, Ligà, Loco, Magro, Mairo, Marabella, Marrafino, Marulli, Masserie, Mastronicola, Mastrubranca, Matrice, Mendola, Monte le Croci, Mulino di Juso, Mortellito, Oratoio, Palmara, Paoluccia, Perarelle, Pezza Grande, Piana, Pignataro, Pigno, Portorosa, Quagghiardu, Rangiotta,Rovittella, Russo, Saia, Saiatine, San Filippo (zona industriale), Sant'Antonino, San Nicolò, Sant'Enargi, Sardedda, Scalonate di brasco, Scorcialupu, Siena, Sottile, Spizziu, Storto, Suttoponte, Strittu da Chiusa, Sutta Vasili, Supra Basili, Testa dell'acqua, Testa di lupo, Teatro, Tornante, Torre Forte, Tremola, Tucciarella, Ulmo, Vallone, Venticuccìa, Vini, Zurà.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Furnari nella zona marittima ed industriale è attraversato dalla mentre il centro collinare si estende lungo la tra il km 0 ed il km 6. Il territorio comunale è attraversato, inoltre, anche da altre direttrici stradali provinciali:
• , attraversa la frazione e località balneare di Tonnarella per 3,078mwav4 km
• , collega il Comune di mwaweMazzarrà Sant'Andrea
• , con le sue quattro diramazioni: SP 101/a, SP 101/a dir., SP 101/b e SP 101/c.
• , collega la frazione di Campogrande del Comune di mwawgTripi
Il Comune di Furnari non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, il casello autostradale più vicino è quello di Falcone mwaw4, sulla mwaxeAutostrada A20 Messina - Palermomwaxi.
Ferrovie
Furnari è servita dalla mwaxgferrovia Palermo-Messina.
La stazione ferroviaria è situata nella frazione "Vigliatore", facente parte del comune limitrofo di mwaxoTerme Vigliatore, ma distante solamente 650 m dal territorio comunale di Furnari. Presso la stazione è altresì disponibile il servizio di autotrasporto mwaxsUber prenotabile tramite App.
Mobilità urbana
Economia
La località di Furnari, è stata, da sempre, famosa per la sua ottima produzione, di vino. Infatti, sul territorio comunale, esistono, grandi quantità di mwaygvigneti.
Sviluppata è l'attività artigianale nei settori alimentari (produzione e lavorazione di mwayoolio d'oliva, e conservazione dei prodotti della pesca), del mwayslegno e della lavorazione del mwaywmarmo.
Fino alla fine degli mway4anni settanta, notevole è stata l'attivà di esportazione, svolta tramite il piccolo mway8scalo ferroviario di mwazaNovara-Montalbano-Furnari, di mwazeagrumi, mwaziolio d'oliva e mwazmvino, verso diverse località ed aziende.
Buone prospettive di rilancio economico sono rappresentate dalla progettata pianificazione dell'area di sviluppo industriale del Tirreno (che comprenderà anche il Comune di Furnari) e dal mwazuturismo, al cui sviluppo darà una forte spinta propulsiva il complesso residenziale-turistico mwazymwazcPortorosa, che costituisce un centro di grande attrattiva per gli impianti ricettivi che si sono realizzati e per la ricca dotazione di attrezzature e impianti sportivi.
Amministrazione
Sindaci durante il Regno delle Due Sicilie
Sindaci durante il Regno d'Italia
• mwag81902 Cappelleti Giuseppe mwahamwaheCommissario prefettizio
• mwaie1916 Miceli Francesco mwaiimwaimCommissario prefettizio
• mwaik1919 Iupane Federico mwaiomwaisCommissario prefettizio
• mwaji1920 Giorgianni Giuseppe mwajmRegio Commissario
• mwaju1920 Faralla Olindo mwajymwajcCommissario prefettizio
• mwajk1920 Torre Francesco mwajomwajsCommissario prefettizio
• mwalk1925 Marullo Cosimo mwalomwalsCommissario prefettizio
• mwal01925 Leto Carmelo mwal4mwal8Commissario prefettizio
• mwanm1935 Lojacono Giuseppe mwanqmwanuCommissario prefettizio
• mwanc1935 Giusto Mario mwangmwankCommissario prefettizio
• mwaoa1944 Baglione Giuseppe mwaoemwaoiCommissario prefettizio
Sindaci durante la Repubblica
• mwapk1951 Vitarelli Angelo mwapomwapsCommissario prefettizio
• mwasm1968 Panetta Vittorio mwasqCommissario Regionale
• mwasy1968 Perdichizzi Filippo mwascCommissario Regionale
Altre informazioni amministrative
Il comune di Furnari fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: mwaxeregione agraria n.9 (Colline litoranee di Milazzo)cite-ref-18[18].
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-superficie-11. mwaxwmwax0mwax4Dati Istat 2011, su mwax8istat.it. mwayaURL consultato il 22 maggio 2014.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwayymwaycmwaygBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaykdemo.istat.it, mwayoISTAT.
cite-note-divamm-sismica-32. mway4mway8mwazaClassificazione sismica (mwazemwaziXLS), su mwazmrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwazcmwazgmwazkTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwazomwazsPDF), in mwazwciterefmwaz0Leggemwaz4 mwaz826 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwa0aAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwa0e 151. mwa0iURL consultato il 25 aprile 2012 mwa0m(archiviato dall'mwa0qurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. ↑ mwa0gFiladelfo Mugnos, mwa0kTeatro Genologico Delle Famiglie Nobili Titolate Feudatarie Ed Antiche Nobili Del Fidelissimo Regno Di Sicilia Viventi Et Estinte, Palermo, P. Coppola, 1647.
cite-note-66. ↑ mwa00mwa04mwa08Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA. (mwa1amwa1eTXT), su mwa1iclisun.casaccia.enea.it mwa1m(archiviato dall'mwa1qurl originale il 16 febbraio 2016).
cite-note-77. ↑ mwa1gA. Mango di Casalgerardo, mwa1kNobiliario di Sicilia.
cite-note-88. ↑ Pagina 215, Abate mwa10Francesco Sacco, "mwa14Dizionario geografico del Regno di Sicilia", mwa18, Volume primo, Palermo, Reale Stamperia, 1800
cite-note-99. ↑ Dati tratti da: mwa2mmwa2qmwa2umwa2ymwa2cPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwa2gmwa2kPDF), su mwa2oebiblio.istat.it, mwa2sISTAT. mwa2wmwa20mwa24mwa28Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwa3aesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1010. ↑ mwa3umwa3ymwa3cStatistiche demografiche ISTAT, su mwa3gdemo.istat.it. mwa3kURL consultato il 22 febbraio 2024 mwa3o(archiviato dall'mwa3surl originale il 24 aprile 2023).
cite-note-1818. ↑ mwa6mmwa6qmwa6uGURS Parte I n. 43 del 2008, su mwa6ygurs.regione.sicilia.it. mwa6cURL consultato il 22 maggio 2014.
Bibliografia
• Giovanni A. Massa, mwa6sLa Sicilia In Prospettiva Parte ...: Ciole Il Mongibello, e gli altri Monti, Caverne, Promontorij, Liti, Porti, Seni, Golfi, Fiumi, e Torrenti della Sicilia, Volume 1, Cichle, 1709;
• Giuseppe E. Ortolani, mwa60Nuovo dizionario geografico, statistico e biografico della Sicilia antica e moderna, Palermo, Ed. Eredi Abbate, 1827.
• mwa68Furnari di Pasquale Contartese, Edizione??, Ragusa 1898;
• mwa7eCronache Furnaresi, dal 1860 al 1945 di Lorenzo Chiofalo, Edizione Amm. Com. di Furnari, 1983;
• mwa7mVita di Paese, Raccolta autobiografia di vicende di vita furnarese dal 1950 ad oggi di Andrea Torre, Edizione Cinque Terre, 2006.
• mwa7uFurnari tra storia e leggenda di Francesco Giuseppe Giorgianni, Giambra Editori, 2013.
Voci correlate
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Collegamenti esterni